Visualizzazione post con etichetta hard times. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta hard times. Mostra tutti i post

lunedì 6 febbraio 2012

la madonna in campagna

la madonna va in campagna. così almeno la interpreta una mia alunna guardando un bellini di straordinaria bellezza, con la vergine e il bambino seduti in mezzo al prato e una serie di simboli sparsi intorno sul bene che trionfa sul male, appesa in una bella sala della national gallery di londra.


vorrei tanto che il bene trionfasse sempre sul male, eppure ultimamente sembra sempre più difficile. guardando la madonna in campagna tutto sembra così ovvio, naturale, anche se atroce, dato che quel bambino lì deve passare dalla morte che il suo sonno cerca di preannunciare all'occhio attento di chi osserva.
è così facile far vincere il male, gridando e scagliando pietre a destra e a sinistra su chi guida una nave verso gli scogli, su chi aumenta il prezzo della benzina, su chi non la pensa come noi. io credo che sia tutta colpa di maria de filippi, come dico sempre ai miei alunni.

martedì 5 febbraio 2008

ciao spero vada tutto bene, ieri non ho risposto ma ti ringrazio per gli auguri se chiamavi per quello. è passato tanto tempo e penso che ora sia giusto condividere certi momenti con la persona con cui ognuno spera di continuare a vivere, e 27 anni mi sembrano già sufficienti per dare una svolta. ti auguro di poterti trovare prima o poi nella stessa situazione. in bocca al lupo per tutto



dove ho sbagliato?

sabato 24 novembre 2007

moonlight mile

malinconia sparsa qua e là. magnifica colonna sonora di un film tra i vari mick, van, bob, jefferson, david etc.  che amplifica quel mal di testa. pioggia noiosa. tanti ricordi e un senso di insoddisfazione permanente. questo è il mio sabato sera. così è. così pare.

sabato 13 ottobre 2007

Sono troppi i tagli che si devono rimarginare.

La convalescenza è lunga, e anche quando ti sembra di essere guarita c'è un prurito sulla cicatrice che ti ricorda incessantemente la ferita, il dolore, la tristezza dell'impotenza.

Non c'è limite alla sfortuna, poi uno si convince che da qui in poi può risalire, deve risalire, ma quando si è così deboli le gambe tremano e non reggono lo sforzo. Allora si comincia piano, forzando dolcemente i muscoli, e questi stessi muscoli il giorno dopo fanno male, eccome se fanno male, tanto più se ci si è dimenticati di averli.

Fuori c'è la vita, il mondo, che è andato avanti benissimo anche senza di te.

mercoledì 29 agosto 2007

sempre casa.

questo blog sta diventando più un bollettino medico ma diciamo che non ho molto altro da raccontare. finalmente sono riuscita a prenotare la visita da sua maestà il neurochirurgo che mi riceverà a palazzo il prossimo 6 settembre. il che significa un'altra settimana in questo stato semivegetativo aggravato da ormai lunga tossicodipendenza da cortisone e antidolorifico. peccato che settimana prossima inizino le riunioni a scuola, e che il 10 inizi la scuola vera e propria, dove a questo punto, vista l'estate sfumata in un insipido scorrere di mattine, pomeriggi e sere neanche troppo estive, non vedevo l'ora di andare. chissà come sarà la mia nuova prima. chissà come sarà il mio secondo anno da prof... di certo non inizierà nel migliore dei modi, o comunque non inizierà nei tempi consueti.

nel frattempo guardo la mia schiena e le vertebre che sporgono come se fossero gli spuntoni di un mostro cattivo e poi guardo le schiene normali degli altri, che si piegano, si stendono, che non odiano la propria schiena, e li invidio un pochino.

però domenica e lunedì ho avuto una visita speciale dal paese delle mele, che mi ha riportato in mexico e dentro all'estate.

domenica 19 agosto 2007

casa. letto

mi sono stufata di stare a letto, a pancia in su, guardando il soffitto o al massimo un libro tenuto in alto con le braccia che dopo qualche minuto si stancano. ho ancora negli occhi il messico, che non ho potuto salutare come si deve, che ho dovuto lasciare in fretta, non a causa di un uragano.

sarei potuta impazzire dal male.

la mia schiena mi ha giocato un brutto scherzo, non avevo mai sentito dolori simili, eh sì che sono esperta di ernie, eh sì che ero preparata, con medicine pensate per il peggio e rivelatesi perfettamente inutili perchè quel peggio era impensabile, eh sì che avevo passato tre settimane d'incanto e stava per arrivare la parte migliore. ero nella spiaggia più bella, col mare più blu che si può, in una capanna che più di paglia non poteva essere... e purtroppo non me la sono potuta gustare fino in fondo, a dire il vero quasi per niente. certo, la porta era aperta e da lì vedevo il mar caribe, la sabbia e le palme, la gente che sin dalle prime ore del mattino andava a fare il bagno, o sentivo la musica fino a notte fonda dal barettino davanti alle onde. contavo le ore che mancavano al giorno dopo, quando la medicina avrebbe dovuto farmi effetto, e provavo a non ascoltare il dolore. non sempre ci riuscivo. a dire il vero ad un certo punto non ho più resistito.

ora il dolore sta passando, lentamente, ma continuo a stare stesa ad aspettare. credo siano due settimane esatte da quando mi sono sdraiata. mi sono sdraiata sotto a un tetto di paglia, piena di sabbia e sale, e poi mi hanno sdraiato nel letto di un piccolo ambulatorio, pieno di formiche a quanto mi diceva emil. ma io non le vedevo neanche.  poi  ancora mi hanno sdraiato su un'ambulanza e poi ancora in una clinica di cancun. lì sono stata sdraiata due o tre giorni, non saprei. mi hanno alzato giusto in tempo per farmi sdraiare su quattro sedili liberi di un volo intercontinentale anticipato, mentre dormivo, perchè oltre allo stare sdraiata e a sentire dolore, è stata questa la mia terza grande occupazione. mi hanno sdraiato nell'aereoporto di madrid e ancora su un aereo per malpensa. credo che fossi dispensata dalle cinture di sicurezza. o semplicemente non ricordo che qualcuno me le abbia allacciate. un'altra ambulanza italiana mi aspettava a milano e sono arrivata all'ospedale sdraiata. così sono rimasta una notte e il giorno dopo. insomma, ormai si è capita la solfa, e non c'è poi tutto quel gusto a raccontare di essere sdraiata nel proprio letto. è molto più delizioso raccontare che ogni tanto mi alzo, con le stampelle, arrivo fino al bagno, poi torno indietro.

non sono in pericolo di vita, il mio è solo dolore, non ho avuto paura, solo male. ed è una sciocchezza rispetto ad altri mali più pericolosi. ho sempre avuto qualcuno al mio fianco, e ho pur sempre passato tre settimane in un posto d'incanto. nella foto lì sotto sembro il papa che sta dando la benedizione urbi et orbi. in realtà è un segno di vittoria sotto l'effetto della morfina perchè sapevo che tutto quello di straordinario che mi stava capitando l'avrei raccontato con un sorriso. certo non pensavo che sarebbe stato così difficile, ma nemmeno credevo si potesse essere così felici quando qualcuno ti passa sul corpo una spugna imbevuta d'acqua e sapone per togliere lo sporco e la sabbia di tre giorni prima, o quando riesci da sola a lavarti i denti reggendoti sul lavandino.

forse qualcuno avrebbe preferito sentirsi raccontare del messico, per stasera va così, ci sarà tempo anche per quello.

martedì 14 agosto 2007

epilogo



















































questo più o meno l'epilogo. difficile tentare un riassunto al momento, veramente troppo da raccontare.. per il resto andate a sbirciare le foto e se qualcuno è indeciso sulla futura meta si lasci influenzare da quello che vede, con la certezza che dal vero è ancora meglio (epilogo a parte). tornerei domani se potessi ma visti gli episodi degli ultimi 10 giorni per me sarà il caso di prendermi una vacanza dalla vacanza.

non ho nemmeno fatto in tempo a dispiacermi della fine di questa magia, forse perchè qualcun altro ha trasformato un incubo in una magia ancora più grande.

lo sai già tesoro mio, ma voglio dirtelo ancora.

venerdì 4 maggio 2007

VOGLIO ANDARE A VIVERE DA SOLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

venerdì 16 febbraio 2007

e come ernia

speravo di essermene liberata definitivamente. non voglio tornare a conviverci.

invece oggi ho avuto la conferma, come se quel dolore familiare non fosse un indizio più che sufficiente. carino come ti confezionino anche un cd della risonanza magnetica, che preferirei avesse incise altre risonanze, magari musicali. un po' come quando ti mettono su dvd il filmino del matrimonio. ecco, io ho quello della mia ernia.

devo ammettere che però è piuttosto interessante vedere la mia colonna vertebrale, i dischi con midollo osseo e cartilagine, i fasci di nervi che la percorrono come autostrade. pensare che sì, quella sono proprio io, di dentro.

naturalmente io non ci capisco quasi niente. non sono brava a leggere questo tipo di immagini: non sono di certo opere d'arte. o forse sì?

bè, nel mio caso il pittore deve aver sbavato un pochino con l'inchiostro bianco sul cartoncino nero. vorrei ci fosse una gomma per cancellare, o un pastello nero per ritoccare la macchia.

mercoledì 17 gennaio 2007

quando ero a scuola sognavo un lavoro che quando tornavi a casa la sera potevi fare altro e non dovevi pensare a quello.

devo aver sbagliato lavoro.

mi rituffo sulle verifiche.

martedì 12 dicembre 2006

domani una giornata intera solo per me. niente scuola, niente ssis, niente trasbordi in città.

devo preparare le lezioni, è vero, ma mi sono velocizzata. e mi scopro a pensare: cosa potrei fare?

la lista è lunga, piena di desideri strani.



si va da preparare una pizza nel forno nuovo di zecca, a impastare presepi di sale e farina. guardarsi anche un po' di tv, per subire passivamente una serie di imput visivi e sonori dai quali non mi faccio mai invadere il cervello.



fermarsi un po', apprezzare per quanto sia possibile l'inverno che arriva, il solstizio che tra poco riallungherà le giornate.



sabato ho addobbato un albero di natale di quelli veri del paese delle mele, con palline blu e azzurre, lucine intermittenti. ho persino giocato come una bambina a strega comanda colori. che insieme al mago mangia frutta era uno dei miei personaggi preferiti. entrambi dotati di grande cappello appuntito, occhi chiari, una veste lunga e nera la strega, una tunica azzurra il mago, decorata da piccole banane, fragoline, ciliegie e kiwi, insomma tutta la frutta che si mangiava a tradimento.



intanto stanotte non vado a letto con l'ossessione della sveglia alle 6.30.

venerdì 1 dicembre 2006

la vita della prof è una vita piuttosto interessante. certo non ho un secondo per respirare e pensare ad altro, considerando che delle 24 ore della giornata ne passo in media 5 al giorno a scuola, 5 abbondanti sui mezzi pubblici negli spostamenti tra casa-como-milano-casa (e provando l'ebbrezza di autobus, treno dello stato, treno delle ferrovie nord, passante, metropolitana, tram), 6 a programmare e preparare le lezioni per il giorno dopo, scannerizzando immagini di opere d'arte a più non posso, un paio di ore per colazione/pranzo/cena. mi restano 6 ore per dormire, senza contare che c'è sempre la pallavolo al lunedì e al giovedì, c'è il coro al martedì, e un minimo di vita sociale nei weekend (che sono poi ridotti dal sabato pomeriggio alla domenica mattina).

ma per ora mi diverto un sacco. credo che a fine anno scolastico avrò raggiunto una preparazione mai avuta fino ad ora,  dopo 11 anni che studio questa materia, in Storia dell'Arte. salto come un grillo dalla ritrattistica romana dell'età repubblicana al barocco di bernini e borromini, passando agevolmente per la prospettiva rinascimentale di brunelleschi, il gotico dell'ile de france, il romanico di sant'abbondio a como, tornando alla pianta del tempio greco con brevi accenni di settecento veneziano.

sono soddisfazioni però. soprattutto quando ti si apre messenger mentre stai proiettando una lezione agli alunni perchè il computer ha rilevato e si è connesso ad una rete senza fili, e tutti gli studenti ti chiedono: prooooof ci dà il suo indirizzo di messenger??

oppure quando i ragazzini ancora un po' bambini di prima ti chiedono: proooof ma che quaderno vuole che usiamo per prendere appunti? perchè io ce l'ho a righe ma forse lei lo preferisce a quadretti. da cinque o da quattro millimetri??

sabato 4 novembre 2006

mentre sciolgo sul palato un pezzo di kinder maxi tutto il mondo si investe di una patina di scioglievolezza cioccolatosa che rende passabile anche un intero sabato di lavoro, dopo qualche giorno trascorso nel paese delle mele.



non ci sono solo mele lassù. ci sono foglie che rincorrono il vento freddo attraversando la strada con fare frettoloso. c'è la luna quasi piena che indica il sentiero bianco nel bosco e proietta lunghe ombre d'argento ossidato. c'è un castello sul cucuzzolo di una collina con una caverna piena di cristalli, una torre piena di buddha, e la musica e le parole di blowing in the wind in loop.



bisogna conservare la magia. bisogna.



non è facile però.

non è facile quando la tua famiglia non accetta il fatto che sei diventata grande e hai bisogno dei tuoi spazi, e che no, non sarà mai più come era una volta, con il pomeriggio trascorso sulla scrivania a disegnare. non è facile quando ti assalgono i sensi di colpa, quando vorresti essere meno egoista ma non puoi, quando sai che li stai deludendo ma è così che si guadagna la libertà, che è per la libertà che sono stata creata e forse se lo sono dimenticato. o non l'hanno mai saputo.

martedì 29 agosto 2006

strano questo rientro. il mio primo vero rientro dalle vacanze. talmente strano che sono al lavoro a cazzeggiare. prendere il treno all'1, con il solito abbiocco da seveso a milano, svegliarsi con un caffè in stazione, camminare fino in galleria facendo le tappe tra i residui dei saldi. tutto sembra così vuoto noioso prevedibile.


probabilmente perchè la mia vita si è arricchita di un bel po'. basta guardare la lunga lista di nuovi contatti su messenger, che detto così sembra un po' riduttivo, ma dietro quella lunga lista ci sono polpastrelli, volti, voci, profumi di persone che prima non c'erano. e ora sì.


qualcuno si è preoccupato che mi fosse venuta la crisi da blogger o che avessi lasciato il cuore in andalusia. in effetti ci ha azzeccato con entrambe le opzioni.


l'estate è finita così di colpo che vorrei che arrivasse la primavera.


ho un po' di motivi per essere felice o perlomeno un po' eccitata.

tipo che oggi esce modern times (e io non l'ho ancora comprato!!). o anche tipo che settembre è il mese dei buoni propositi e della pianificazione di un sacco di cose. ho un paio di ideuzze per la testa. un esame da passare per essere ammessa alla scuola per diventare prof.

se non dovesse riuscirmi questo piano A, c'è sempre il piano B che consiste nell'iscrivermi al biennio a brera, tanto per avere un'altra laurea e rimettermi sotto con cartoncini 100x70 e materia pittorica.

e poi ho bisogno di rimettermi a cantare, a studiare, ad andare sulla mia adorata bici.

lunedì 31 luglio 2006

quando la Grande Storia si incrocia con le piccole storie

eyal, un ragazzo israeliano che ho conosciuto in norvegia l'anno scorso e con il quale ho mantenuto contatti telematici piuttosto frequenti, sarà in spagna nello stesso periodo in cui ci sono io. mi è parsa una cosa naturale proporgli di incontrarci in qualche tappa del mio giro, in caso fossero combaciati i tempi e gli spostamenti, non appena ho deciso la mia destinazione.


la madre di eyal mi ha chiamato oggi, quasi in lacrime, chiedendomi di non far viaggiare da solo il figlio. ha paura che gli succeda qualcosa. mi ha supplicato di andare in giro con lui, e di dire alla gente che è italiano, non menzionare mai il fatto che è un ebreo. lui ha voluto comprare un biglietto per l'europa a tutti i costi, anche se le autorità israeliane consigliano ai loro cittadini di non viaggiare all'estero, anche se la madre gliel'aveva proibito. l'unica cosa che ha potuto fare è stata questa telefonata di supplica ad insaputa del figlio, come se il mio mestiere fosse quello di guardia del corpo, come se il mio essere italiana, non ebrea, mi trasformasse magicamente in uno scudo contro le bombe, i rapimenti, le ritorsioni.


forse la mamma di eyal sta esagerando, si preoccupa troppo. forse eyal starà più al sicuro in andalusia che non a tel aviv. io non mi ero neppure posta questo problema.


quello che importa, però, è che una mamma è terrorizzata dal fatto che possano perseguitare il figlio solo perchè è ebreo.


quello che mi ha sconvolto, è che non si tratta di un paragrafo letto su un libro di storia del liceo: è una telefonata sul mio cellulare, datata 30 luglio 2006.


mi scorre sempre un gelido brivido per la schiena quando mi accorgo che i grandi eventi - che ormai entrano ed escono dalle nostre case come se fossero spifferi di vento, entrano ed escono dalle nostre orecchie come se fossero canzonette alla radio - si mischiano ai piccoli episodi di cui sono coprotagonista. peccato che i piccoli episodi prevedano la possibilità di cambiare il corso degli eventi con le proprie azioni, a differenza della Grande Storia che sembra così inarrivabile, impossibile da manovrare, far deviare.


odio questa impotenza mia, e non solo mia, davanti alle decisioni di certi "signori della guerra" che si nascondono dietro alle loro scrivanie, dietro ai loro sorrisi di plastica, dietro a strette di mano ghiacciate.

mercoledì 7 giugno 2006


c'è questa foto che mi piace particolarmente. tecnicamente non è uscita alla meraviglia ma ero senza cavalletto e non ho voluto ritoccarla con photoshop, però il soggetto mi fa rabbrividire. anche un po' i colori. anche un po' le luci. nella foto non si vede il lampione arancione che illumina le foglie, ma è più presente il lampione che non l'albero mosso dal vento non vi pare?


giornata riflessiva oggi. tornando con il trenino stasera, a metà strada tra un'acquazzone e il sole. con i condomini che diventano palazzine che diventano villette che diventano prati. notavo che dal treno non si vede mai la gente che popola quegli spazi. o meglio, sono sporadiche macchiette che animano scene perlopiù deserte, quasi irreali nella loro immobilità. una donnina affacciata al balcone alle prese con scopa e paletta. il nonno con il bambino che fa ciaociao al treno. pendolari che scendono con la stanchezza a tracolla, insieme a borse, borsine, sacche, zainetti, sacchetti, ombrelli. macchine parcheggiate sotto casa, come se fossero ferme da decenni nello stesso posto. gran brutta cosa, fare la pendolare. soprattutto quando cactus tree ti prende di sorpresa tra le altre canzoni che iniziano per c e ti vien voglia di piangere.

domenica 30 aprile 2006

limbo è bello (seeee)

su segnalazione del gentil braccino, guardate un po' qui. secondo voi dovrei chiedere i diritti?

lunedì 17 aprile 2006

e per fortuna che ieri sono andata in giro per i laghetti della brianza, visto che oggi non se ne parla. giornata grigissima, qualche gocciolina qua e là, e un sonno catastrofico che non mi abbandona da una settimana abbondante (nonostante dorma più di un ghiro).


le ultime novità della ila sono le seguenti:


martedì ho un colloquio per lavorare in un negozio di abbigliamento al mattino, in piazza duomo.


fine delle novità.


ok, so che dopo tutto questo non scrivere che ho fatto ultimamente uno si aspetta qualche particolare in più, ma tanto cosa vi racconto?


avrei bisogno di svegliarmi da questo torpore! datemi un litro di caffè, una decina di pizzicotti ogni ora, riempite il mio cervellino di stimoli. vi prego fate qualcosa, o questo blog diventerà il blog di una rognosa che non è mai contenta.


 

lunedì 10 aprile 2006

ridiamo per non piangere

la cosa che più mi piace dell'andare a votare è che torno nella mia vecchia scuola elementare, dove ogni anno mi stupisco di quanto piccolo sia il corridoio che da bambina mi sembrava enorme, e di quanto siano bassi gli attaccapanni appesi in fila fuori dalle aule, quando da bambina mi sembravano quasi inarrivabili. direi anzi che è l'unica cosa.


per una che come me vive dieci metri sopra le nuvole ed è considerata meno di zero dalla cosiddetta "società", il voto è un appuntamento fastidioso, al quale in genere cerco di non mancare, per rispetto a quanti prima di me hanno combattuto a lungo per ottenere questo diritto, e soprattutto per rispetto a quanti questo diritto non lo hanno ancora ottenuto, ma esco dal seggio sempre insoddisfatta. perchè so che, chiunque vinca o chiunque io abbia votato mi deluderà. continuerò ad essere considerata meno di zero dalla "società". mentre il politico di turno prenderà migliaia e migliaia di euro al mese per accusare il collega della legislazione precedente di aver combinato solo disastri, e riempire le orecchie della gente con parolone, paroline, parolacce che lasciano solo un gran mal di testa e il vuoto intorno a sè, io continuerò a sperare di trovare un secondo lavoretto part time per dare uno scopo all'altra metà della giornata (e superare le 500 euro al mese del mio stipendio mensile). io, con una bella ed inutile laurea in tasca, piena di tante belle e inutili speranze (bè, dopotutto le speranze sono sempre utili).


invidio quanti di voi, pieni di entusiasmo, non vedevano l'ora di disegnare con la matitina che non si cancella una bella croce sul loro segno preferito, che avevano già individuato da giorni, da settimane, o forse da mesi, per dare una svolta epocale alle loro vite. purtroppo io non riesco a vedere la cosa in modo così ottimista. io, che sono ottimista in mille altre cose, mi scopro sfiduciata, stufa, annoiata persino di parlarvi di questi argomenti sul blog.


sarà che un partito che vada bene alla sottoscritta devono ancora inventarlo.


è per questo che da domani mi candiderò io. fonderò un nuovo partito, il PdB. Partito della Bellezza. Non starà nè a destra, nè a sinistra: starà Sopra. Principale intento sarà quello di diffondere la Bellezza negli animi della gente. Per quanto riguarda la bellezza fisica, metterò a disposizione delle ragazze povere delle agevolazioni per acquistare smalti per unghie, fanghi anticellulite, ombretti, tinture per capelli, fondotinta e maschere anti-brufoli. Per quanto riguarda la bellezza spirituale, distribuirò libri e cd gratis (naturalmente di quelli che dico io!), spalancherò le porte dei musei, azzererò le tasse universitarie di tutte le facoltà ed abbatterò tutte le case orbobriose costruite senza criterio tra gli anni '50-70. fine del programma.