venerdì 10 marzo 2006

bilanci

l'inverno ha fatto strage nel giardino grasso. morti, feriti, alcuni dei quali moribondi, altri solo lievemente contusi.


oggi ho portato un po' di sollievo sul campo. le erbacce quelle non muoiono mai, anzi hanno approfittato del caldino umido della serra artigianale in cui ho racchiuso le mie adorate piantine grasse (in alcuni casi, operazione inutile).


mr. paletta ha sofferto, ma sono certa che si riprenderà. anche mongolfierino che è giovane ha ancora tutta l'estate davanti a sè per crescere sano e forte. la fenice mi ha sorpreso in positivo perchè ha tenuto duro, mentre altri simpatici abitanti del giardino non ce l'hanno fatta...


 

domenica 5 marzo 2006

primo fantastico estenuante giro in bici dell'anno 2006..


questo pomeriggio non potevo restare in casa a deprimermi, così ho scelto di affrontare l'inverno, fargli "tiè" e gironzolare a vanvera per i colli della brianza. il sole c'era, non faceva troppo freddo, del resto siamo al 5 di marzo eccheccavolo, così mi sono sigillata ben benino, ho dato una gonfiatina alle gomme e una pulita veloce a sellino e manubrio.


ora sono pressochè distrutta, ma ne è valsa la pena.


domani andrò a sciare, con tutta questa bella neve fresca.


puff.

sabato 4 marzo 2006

Ci sono periodi più o meno dylaniati. Quando si sta per avvicinare la data di un concerto, ad esempio, raggiungo picchi di intensità che pochi altri sfiorano, oppure appena trascorso il concerto, quando tutto ciò che mi circonda si presta ad una lettura attraverso gli occhi, i versi e le musiche di bob. Tipo che guardo il calorifero e mi vengono in mente quegli "heat pipes" that "just cough", oppure vedo un mazzo di carte e si proietta davanti a me un "jack of hearts" insieme alla sua lily, o ancora faccio la pipì e mi ricordo che bob si era messo a cercare i "commies" anche nella sua "toilet bowl" (senza peraltro trovarne nessuno).


Questo periodo è davvero allucinante, tanto più se penso che non c'è nessun concerto in arrivo, almeno prossimamente, e l'ultimo concerto è stato a novembre, quindi è ormai trascorso un discreto lasso di tempo per placare gli animi. Sta di fatto che non ascolto altro che bob bob bob. Qualcuno mi salvi :)


Ho messo da parte anche il buon caro pendolibro (che questa settimana è La montagna delle sette balze di Thomas Merton, regalo di un amico) e sul treno non faccio altro che ascoltare bob bob bob.


Tra un po' prevedo che mi passerà, per ora ci sto ancora dddentro.


Probabilmente questa indigestione mi serve a mettere da parte problemi esistenziali pressanti e rilevanti, che al momento non possono essere risolti, perchè lo confesso non sono molto serena ultimamente. Ho come un punzecchillo sotto il sedere che non mi lascia stare comoda spaparanzata su un divano ma sempre in piedi, in piedi, ad aspettare chissà che, dato che non lo so nemmeno io quello che voglio.


Stanotte ho sognato il Nord, ovvero una meravigliosa distesa di rocce e prati in riva al mare, popolate dai gabbiani e da qualche cavallo, un luogo che avrebbe potuto essere la scozia delle highlands, in una giornata di inverno che però era in estate, sotto la luce di un tramonto che però avveniva alle due meno un quarto del pomeriggio (ricordo di aver guardato l'ora). Ero felice di essere in un posto simile, ero felice di esplorare un altro pezzettino di mondo, ero inondata da questa luce dorata che si trasformava in un crepuscolo frizzante. Osservavo tutto dal finestrino di un pullman che si spostava molleggiando tra le curve di una stradina isolata.

mercoledì 1 marzo 2006

sempre viva bob...

...perchè gli uccellini prendono un semino in un campo e lo portano in un altro, e l'arancione è un colore proprio bello per dormirci, e non so giocare a poker ma sono curiosa di guardare la fine della partita di natale.


e venezia ogni volta mi riserva  preziose sorprese che poi mi accompagnano nella vita più monotona, insieme a qualche coriandolo tra i capelli e ad un paio di versi di una canzone che fa più o meno così: turn, turn, turn again, e ancora turn, turn, to the rain and the wind.


sull'altana questa volta faceva freddo, tirava un vento gelido che però lucidava alla perfezione il mondo intorno.


a domani