venerdì 20 aprile 2007

sono sempre qua, tra alti e bassi, notti brevi e giornate molto, molto lunghe. mi sono ricaricata di energie durante il mio giretto napoletano, e pian piano sto consumando nuovamente la pila che spero duri almeno per un altro paio di settimane. poi le cose dovrebbero iniziare a calmarsi, fino ad arrivare alla vacanza.

non sono cambiate molte cose, o forse sì.

il nocciolo è sempre quello: troppe cose e poco tempo. ma il riflettere porta ossigeno e mi siedo su un muricciolo al sole di un'estate in anticipo e incrocio le gambe per guardarmi intorno. vedo una casa immaginaria tutta mia e di qualcunaltro, vedo un viaggio ad est, nel lontano est, in un periodo di monsoni, in mezzo a profumi di spezie e povera gente per strada. vedo un concerto di qui a poco. vedo tante altre cose. ma mi si stanno chiudendo gli occhi e tra poco dormirò.

mercoledì 4 aprile 2007

alla ssis mi insegnano a non confondere mai i ruoli tra prof e alunno ma io cosa ci posso fare se in gita la scorsa settimana mi sono troppo divertita????

e cosa ci posso fare se sono stata eletta a gran voce miss pullman, se ho cantato al microfono tutta la sigla di pollon e di lady oscar, se quando facevo la ronda nelle stanze era meglio che non mi facessi troppo vedere perchè mi mettevo a ridere moooolto facilmente quando beccavo qualche ragazzo in una camera in cui dovevano esserci solo pulzelle??

ho anche quasi imparato una canzone di tiziano ferro. sono stata messa al corrente di tutti gli inciuci della scuola e mi sono resa conto che questi poveri ragazzi hanno talmente tante cose a cui pensare che per forza non possono studiare storia dell'arte al pomeriggio. la mia vita da liceale al confronto era piatta come una tavola da surf. quanto invidio queste quindicenni.. avrei voluto dire loro: assaporate ogni attimo perchè poi non si torna più indietro. ma poi mi sembrava di fare discorsi da nonna, così mi sono limitata a raccontare la bellezza della fontana maggiore di perugia, del collegio del cambio affrescato da perugino, delle scatole spaziali di giotto nella basilica superiore di san francesco.

non è stato per niente male, ANZI!

il mio fisico pare ribellarsi ai ritmi forsennati degli ultimi mesi e così mi ha fatto un bel regalino di febbre e mal di gola proprio il giorno prima della partenza per napoli, meta pasqualina. ma io GUARIRO'.

domani prenderò quel treno guagliò!

intanto fuori tuona e la primavera sta bussando. spero di non essere troppo impegnata da non aprirle la porta..

martedì 20 marzo 2007

è difficile scrivere dopo quello che ci è successo domenica sera.

quando chiudi gli occhi e non sai se li riaprirai. quando il tempo si ferma e non c'è più un prima, un dopo, ma soltanto quell'adesso che non sai dove ti porta. quando non hai nemmeno tempo di affidarti a Dio, ma evidentemente Lui ci ha pensato già per te, e ti fa ascoltare il botto, annusare l'odore degli airbag scoppiati, realizzare che non si sa come ma ci sei ancora, e lui c'è ancora, e sei tutta intera, e lui è tutto intero, un'anima che trema e piange e non capisce, un'altra anima che la consola.

venerdì 16 marzo 2007

sento un prurito sempre più invadente sotto i piedi. bisogna andare. non basta la gita in umbria di fine mese. bisogna approfittare delle vacanze di pasqua per fare un giretto, il problema è stabilire la meta. amsterdam o napoli? uno non vale l'altro, o forse sì. che l'importante è andare...

qualche suggerimento?

mercoledì 14 marzo 2007

mi sto immergendo in un sereno clima di spiritualità francescana, a poco più di due settimane dalla fatidica gita o come si dovrebbe chiamare in maniera più nobile "viaggio di istruzione". spero non si trasformi in un viaggio di distruzione (nè mio, nè degli studenti). gradirei fare le vacanze pasquali senza traumi.

esame di pedagogia questo pomeriggio. un tema scritto a partire da una traccia che chiedeva praticamente tutto il contenuto dei due libri da studiare (che è già tanto se sono riuscita a leggere almeno una volta).

e ora devo decidermi a mettere i voti sulle verifiche da riconsegnare domani in prima. l'alternativa è preparare una lezione e sentirsi dire per tutta l'ora "prof ma quanto ci mette a restituirci le verifiche corrette??". come se prendere un cinque e mezzo adesso o tra due giorni ti cambiasse la vita.

il problema è che non ho voglia di mettermi a pensare una lezione su di un argomento nuovo, quindi mi limiterò a fare la cosa più odiosa (insieme ai consigli di classe): valutare le prestazioni scolastiche con una scala numerica che dovrebbe andare dall'1 al 10. in realtà la parte divertente l'ho già fatta: leggere, penna rossa in mano, tutte le fregnacce che hanno scritto come risposta i miei adorati alunni, e ridere a crepapelle (ma anche strapparsi i capelli) ogni due o tre righe, cercando di capire cosa passasse nel cervello di chi ha scritto cose veramente esilaranti.

devo dire che quando si tratta di interpretare le raffigurazioni presenti sui vasi greci già visti e spiegati in classe, si giunge ad esiti davvero sorprendenti.

un paio di esempi non guastano, se non vi dispiace essere intrattenuti.







Achille e Aiace stanno giocando ai dadi, con lance e scudi e le schiene curve sul tavolo, quasi a seguire i profili dell'anfora, decorata con la tecnica a figure nere su fondo rosso, da Exekias, ceramografo greco, intorno al 540 a.C.



Domanda della prof: Cosa rappresenta questa immagine?



Risposta di R.M. (variante n. 1): "L'immagine rappresenta Achille ed un suo amico intenti a muovere le pedine di un gioco da tavolo" [perchè no, facciamoci una bella partitella a risiko]

Risposta di B.B. (variante n. 2): "L'immagine rappresenta due omini intenti a giocare ad un gioco da tavolo" [poi prendiamo anche l'omino della michelin, l'omino del mulino bianco, e facciamo un bel torneo di monopoli]

Risposta di B.L. (variante n. 3): "L'immagine rappresenta Achille e Diomede [?] che giocano a scacchi."

Risposta di C.B. (variante n. 4): "L'immagine rappresenta due soldati (Achille e Diomede) [?] che giocano a scacchi". [qui qualcuno ha suggerito male a qualcunaltro]

Risposta di S.B. (variante n. 5): "L'immagine rappresenta Achille e Aiace sulla spiaggia che giocano a dadi" [versione estiva della scena]






martedì 6 marzo 2007

super giotto mi fa impazzire. scodinzola talmente forte che muove insieme alla coda anche tutto il sederino!

ogni tanto però penso alla mia gatta vecia. chissà se si è ambientata bene nel posto dove si trova ora. chissà se ogni tanto mi manda una leccatina con quella sua linguetta ruvida e il nasino umido.

a volte penso che voler prendersi cura di un altro gattino sia come tradire la sua amicizia, ma proprio non ce la faccio all'idea di restare senza un esponente del mondo felino. giotto è un cane, cosa ben diversa, per quanto straordinaria. non vedo l'ora che qualche mamma gatta sforni una bella cucciolata di zampine incerte e occhietti ancora chiusi, batuffoli di pelo da cui escono sottili e attutiti miagolii.



per il resto, continuo nella mia folle corsa quotidiana dalla scuola all'università, progettando gite e vacanze, studiando libri su libri, mangiando rabbia al cospetto di qualche ottuso professore.

sabato ho riordinato insieme a emil il mio giardino grasso, togliendo la piccola serra artigianale che a stento ricopriva mr. paletta e i suoi compari, più che mai rigogliosi dopo un inverno mite e generoso. c'è una nuova coinquilina che deve ancora trovare una sistemazione. per ora resta nel suo bel vasetto verde qui vicino a me, sulla scrivania.



domenica è iniziata la vera primavera. è iniziata in un bosco, su una mulattiera in salita che conduce ad un gioiellino della devozione romanica. è iniziata con scarpe scivolose, felpe leggere, crostatine al cioccolato e bastoni artigianali.



ora sento la pioggia fuori dalla finestra. rumore antico, poco frequentato negli ultimi mesi. non è autunno, è solo un'illusione. tra poco il letargo finisce.

martedì 27 febbraio 2007

giotto

da qualche giorno vengo svegliata da uno scodinzolio simpatico al mattino, con tanto di bacini e leccatine. prima arrivano le orecchie grandi come quelle di dumbo, poi le zampine e il muso umido. è arrivato giotto, e siamo tutti impazziti per lui. ora ci manca solo un micino per fargli compagnia..





giotto

giotto 2