venerdì 7 aprile 2006

Ero senza parole ieri, quando cercavo di descrivere la magia con cui Joanie ha incantato me e moltissime altre persone un paio di sere fa, così ho preso in prestito quelle di uno che è "so good with words", e che Joan Baez l'ha conosciuta davvero bene..


Joan mi ha incantato per la prima volta, per curiosità, quando frugando tra gli LP di mia mamma ho trovato il vinile di un suo concerto degli anni '60 in Italia. Avevo 16-17 anni e stavo per iniziare la grande fase hippie della mia vita (che non si è ancora conclusa). Ho scoperto molto di più di una cantante, molto di più di una meravigliosa voce: ho incontrato un animo gentile, forte, determinato, così esile nella sua figura di Madonna dai capelli neri e lunghi, nelle dita affusolate che si muovevano tra le corde della chitarra che era il solo accompagnamento della sua voce.


C'era una canzone, oltre naturalmente alle meravigliose poesie di Dylan, che mi aveva colpito. Forse perchè il testo era semplice, forse perchè l'arpeggio era ancora più semplice. Dice così:


where have all the flowers gone, long time passing?
where have all the flowers gone, long time ago?
where have all the flowers gone? young girls picked them everyone
when will they ever learn? when will they ever learn?


and where have all the young girls gone, long time passing?
where have all the young girls gone, long time ago?
where have all the young girls gone? gone to young men everyone
when will they ever learn? when will they ever learn?


and where have all the young men gone, long time passing?
where have all the young men gone, long time ago?
where have all the young men gone? they are all in uniform
when will they ever learn? when will they ever learn?


and where have all the soldiers gone, long time passing?
where have all the soldiers gone, long time ago?
where have all the soldiers gone? gone to graveyards everyone
when will they ever learn? when will they ever learn?


and where have all the graveyards gone, long time passing?
where have all the graveyards gone, long time ago?
where have all the graveyards gone? turned to flowers everyone
when will they ever learn? when will they ever learn?


Ho scoperto molte, moltissime altre canzoni altrettanto semplici e gentili, e martedì sera le ho risentite cantare dal vivo da quella stessa voce, 40 anni dopo averle registrate. Canzoni di protesta tra le più gentili, che, come joan stessa diceva, "don't protest gently, they sound gently".


Cinque anni fa, ad Udine, nel pieno del mio periodo hippie, avevo avuto la fortuna di andare a sentirla cantare, ma allora il mondo non era ancora stato stravolto dall'11 settembre, e non si parlava troppo di guerre, di coscienza, di libertà. Joan non aveva cantato molti brani impegnati: era rimasta sul folk e sull'intimista. Martedì sera l'atmosfera era ben diversa. Il mondo è cambiato, purtroppo in peggio, o meglio, si è manifestato quel male oscuro che stava covando da parecchio tempo, di cui tutti facevano finta di non accorgersi.


Cinque anni fa avevo cantato  "Here's to you" abbracciata a lei, dopo il concerto. Le vibrazioni prodotte da quella meravigliosa voce amplificata da una cassa armonica tra le più perfette si erano propagate sul palmo della mia mano, sul mio braccio che la stringeva, sul suo braccio che mi stringeva, fino ad arrivare al cuore. Martedì sera non mi è ricapitata la stessa fortuna, ma è stato bello anche così, con una semplice stretta di mano, e un sorriso raggiante, i flash della macchina fotografica, l'aria tiepida di una notte di primavera.


 

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