venerdì 1 luglio 2005

tv

Ieri sera, sul tardi, ho avuto una pessima idea: guardare la tv dopo qualche mese di astinenza (nè volontaria, nè forzata).


Mi sono impigliata nella fine di "Che ne sarà di noi" (con quella faccia da papero di Muccino) che per chi non lo sapesse è ambientato proprio a Santorini e vi potete immaginare quali ricordi abbia scatenato in me. Ricordi di Santorini, ricordi di quando ho visto il film la prima volta, e ancora ricordi di Santorini. Non ci posso fare niente. Quel posto è una calamita.


Poi mi sono messa a fare un po' di zapping e mi sono persa in un altro film, "In America" stavolta ambientato a New York ma era la storia di immigrati irlandesi. Due bimbe, il papà e la mamma con spiccato accento irlandese. La storia di una famiglia. Proprio come quella che mi ha ospitata durante un'estate indimenticabile a Dublino. Che mi ha accolta come una figlia, una sorella maggiore. Anita, la mamma, ora non c'è più... è morta un paio di anni fa e ha lasciato due bambine Aimeè e Megan e un ragazzo Paul e un marito Paul e una casa con la porta rossa. E ha lasciato anche Ilaria senza che potesse salutarla. Le ha lasciato qualche lettera, l'amore per Joshua Tree, un libro di Irish Poetry, un paio di orecchini verdi come l'Irlanda e una irish blessing che dice così:


May the road rise to meet you

May the wind be always at your back

May the sun shine warm upon your face

May the rain fall soft upon your fields

And, until we meet again...

May God hold you in the palm of His Hand.


1 commento:

  1. La prima parte sulla tua ossessione per Santorini mi faceva sorridere ma dopo aver letto la seconda penso che non sia più il caso.

    Hai dato un immagine molto bella di questa persona.



    wuti

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